L’uguaglianza di fronte al Web

Senato - Dichiarazioni di voto Finanziaria 2008

“Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate dal primo comma”. 

Chiunque accetti “consapevolmente” il procacciamento di voti etcetera va in galera. Quindi chiunque venga accusato di tale crimine dirà senz’altro: “Non ne ero consapevole!” e verrà assolto.

Non si tratta qui di accusare d’incompetenza barbe di giuristi che stilano queste formulazioni piene di buchi e di scappatoie. Non si tratta d’incompetenza o d’insipienza giuridica, si tratta di un dato culturale che sta dominando la nostra Società, e cioè la preminenza o preponderanza o prepotenza della più sfrenata soggettività.

Berlusconi credeva in buona fede  -testimone convinto il Parlamento italiano- che Ruby fosse la nipote di Mubarak (e quindi potesse legittimamente anche rubare…).

Angelino Alfano non sapeva niente del rimpatrio dall’Italia di una madre e di una figlia a rischio incriminazione o discriminazione nel proprio Paese. E quindi il Parlamento italiano lo discolpa.

Lavitola. “Se avessi davvero portato i soldi all’allora senatore De Gregorio sarei stato comunque solo un corriere, non c’è alcuna prova che io potessi sapere che era denaro di corruzione. Sarei stato un semplice vettore”.

Tutte queste finestrelle aperte sul bel Paese c’invitano a riflettere sulla Soggettività e la Legge, sorelle da sempre inconciliabili.

Questo portato del neoliberismo, che tratta tutti gl’individui allo stesso modo, con la stessa ipocrisia ugualitaria, di fatto tende a costruire un cittadino solitario, un soggetto presociale o asociale, un soggetto solo psicologico che antepone a tutto il suo stato soggettivo, i suoi bisogni, le sue credenze, la sua informazione a tal punto che concede e ratifica lo stesso status anche agli uomini di governo, i quali possono da ora in poi dire:”Non sapevo, non credevo”.

Cade il vecchio adagio per cui l’ignoranza della Legge non è ammessa, e non è cosa da poco.

A ragion veduta possiamo affermare che questo delirio di soggettività ha un padre e un apparato di consenso supportato tecnologicamente.

Il padre ovviamente è Berlusconi, il quale ha fatto sempre di tutto per far credere di agire secondo coscienza individuale e non secondo interesse personale o di categoria o –concedetemi un vecchio termine- di classe. Gli uomini gli hanno creduto, interessatissimi a che questa vulgata venisse accettata universalmente, per crearsi spazi di soggettività-impunità in cui la Società non deve mettere il naso.

L’apparato di consenso viene fornito dai media, in un’epoca in cui la socializzazione avviene solo individualmente, e questo è uno dei tanti ossimori che costellano la nostra epoca.

Socializzarsi soggettivamente significa attivarsi su Twitter con lo stesso stato d’animo di chi vuol diventare un secondo Obama o un secondo Casaleggio. Tecnicamente un tale sogno appare realizzabile e in linea teorica lo è. Lo è comunque molto più di quanto lo sia stato in passato, quando gli uomini cominciavano a raccogliersi intorno ad un comiziante che parlava a Hyde Park o in una birreria di Monaco. Oggi raccogliersi intorno ad un forum qualsiasi non solo è più semplice, non solo è molto più informativo di quanto lo sia un dialogo in birreria, ma conferisce a chi lo fa anche un delirio di potenza senza pari. Il dialogo con Obama infatti avviene virtualmente “alla pari”. Questo è il grande inganno epocale a cui tutti “devono” credere, adottando così un’ideologia della sopravvivenza indispensabile in una Società in cui le differenze di potere fra individuo e individuo assumono proporzioni gigantesche.

A questo punto siamo già tutti immersi nell’ideologia del web, un’ideologia che tende ad azzerare alcune piccole inezie: la differenza generazionale, la differenza culturale, la differenza economica, la differenza fisica, la differenza di sesso e varie altre differenze che trascuro.

Ma ciò facendo, a ben vedere, azzera proprio quello che vuol valorizzare: l’individualità, che come tutti sanno si basa sulla differenza.

Ne vien fuori un individuo simile a tutti in tutto, a partire dal linguaggio, che Twitter come qualsiasi altro forum t’impone a forza di regole ferree, a partire dalla brevità.

Quindi si tratta di un individuo virtuale, senza differenze, rispetto ad un individuo reale, pieno di differenze.

L’uguaglianza degli uomini di fronte a Dio o di fronte alla Legge è però ben altra cosa rispetto a questa uguaglianza posticcia di fronte al Web.

Quando l’occhio di Dio o quello della Legge indaga le differenze individuali, lo fa per individuare un nucleo autentico che innocentizza o colpevolizza l’uomo al di là degli orpelli, al di là delle mode, al di là delle condizioni contingenti in cui si trova a vivere e che domani possono essere altre. Invece l’uguaglianza del Web si basa proprio sull’assolutizzazione di quegli orpelli, di quelle mode, di quel transeunte che per un istante viene eternato, e quindi si può dire che il Web veste l’individuo di scorie.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>