Il n’y a pas d’amour…

A bout de souffle

Fino all’ultimo respiro  di Godard si chiude con una lunghissima strada dritta fra due file di auto parcheggiate e, altrimenti, percorsa da passanti indifferenti. Belmondo, in camicia bianca e pantaloni scuri, vi corre leggero, fuggendo verso l’orizzonte, e ogni tanto volge lo sguardo indietro alla fidanzata che osserva la sua fuga. E’ stata lei a denunciarlo alla polizia e la polizia gli ha sparato alle spalle. Continua a leggere

La rete non dimentica

In una polemica su Twitter sorta per una citazione ripescata da un discorso di Rodotà sul movimento di Grillo e che suona: “Il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente”, un aderente-dissidente del movimento 5Stelle aggiunge: “La rete non dimentica”. Continua a leggere

Cri-cri

ottobreUno sciame di grilli ha invaso il Parlamento. E’ un fatto sconvolgente: nello spazio riservato ai rappresentanti si sono inseriti, come un cuneo fra la Destra e la Sinistra, i rappresentati. I governanti vengono tenuti in scacco dai governati, i quali, oltre ad aver assediato il Parlamento, vi hanno fatto irruzione e lo tengono prigioniero. Nel film Ottobre di Eisenstein, la nave Aurora spara due colpi di cannone sul Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo e la folla armata fa irruzione nelle sacre stanze del potere, dove siedono in consiglio, raccolti intorno ad un tavolo, i ministri, o meglio, con efficace metafora cinematografica, i loro cappotti vuoti, privi dei corpi, come fossero delle larve. Continua a leggere

In nome della laicità

Il 27 settembre dell’anno in corso, l’anno di grazia 2006, l’agenzia Reuters diffonde alle 9,38 in primo piano la notizia che la signora Merkel, l’energica Mädchen della vecchia Germania orientale, ha criticato l’atto di autocensura che ha spinto un intendente teatrale a sospendere le rappresentazioni dell’Idomeneo di Mozart; l’ha definito “unerträglich” (inaccettabile) perché dettato dalla paura del terrorismo. Continua a leggere

Estremismo mediocetale

L’algida passione per la Politica spinge i DS alla conta. I congressi che si svolgono in questi giorni sono, in effetti, un metodo garbato per contarsi più che per discutere di politica. Non si dibatte sulle tesi, si dibatte sulle mozioni. Ci si schiera, si alza la mano. Si scopre l’acqua calda, la vecchissima verità di ogni movimento politico e cioè che esiste un centro maggioritario, il quale vive però dell’immagine politica e delle conquiste fatte grazie alla militanza della sinistra interna. Continua a leggere

Attenzione la ragazza morde

Horvath

Ödön von Horváth

Rispunta la curiosità per Horváth che resta tuttavia un autore difficile.

E’ di scena al Fabbricone di Prato Fede speranza carità di Ödön von Horváth per la regia di Massimo Castri. L’operazione sta a metà strada fra la riscoperta filologica e l’attualizzazione, piuttosto sommessa.

Horváth fu un autore quantomeno strano, eclettico e anche molto mobile nell’esperimentazione dei linguaggi teatrali. Spesso lo troviamo nei manuali di Letteratura contrapposto al Teatro epico di Brecht, inserito nelle appendici del Teatro realistico-borghese, fra Vaudeville e Grand Guignol, o del Teatro schnitzleriano, talvolta come prosecutore solitario di Raymund e Nestroy e in genere del Volksstück viennese.

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