Le vite degli altri

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La traduzione italiana è più bella e più pregnante dell’originale titolo tedesco (Das Leben der anderen, La vita degli altri) in quanto, mentre la parola Leben (vita) in Tedesco non ha plurale (secondo una tradizione romantica, per cui il concetto di vita è singolare e generico) in italiano le vite indicano gl’individuali percorsi di vita che una spia, ad esempio, dovrebbe saper percorrere e controllare in casa altrui. Continua a leggere

Le ragioni del narrare

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Ormai da qualche decennio assistiamo a narrazioni filmiche di avvenimenti storici  tanto recenti, che sono alla portata della memoria di ciascuno di noi. E ci stupiamo di uscire dal cinema un po’ contrariati, anche se normalmente quelle narrazioni si presentano come documentate e molto disponibili alla comprensione delle motivazioni errate che hanno condotto i protagonisti di allora a certi gesti insensati, che volevano essere gesta e non lo furono. Continua a leggere

“Il caimano” non è liberatore

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Chi s’infilasse in un cinema convinto che Il caimano di Moretti lo sollevi, lo liberi, lo guarisca in qualche modo dal morbo berluscoide da cui tutti gl’italiani più o meno sono afflitti, chi si aspettasse da questa pellicola una sorta di viatico preelettorale, un conforto, uno stimolo, una speranza, si sbaglierebbe di grosso.

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Una bella faccia da comunista!

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Sgarbi a Grosseto sbaracca impietosamente i tentativi di abbellimento della città perseguiti con paziente acribia dall’attuale amministrazione di una destra rampante. Occasione ultima che ha indotto Sgarbi ad intervenire sullo stato dell’Arte in questa città è stato il progetto di un arco-portale all’ingresso della medesima, uno scempio evitato a furia di sondaggi popolari (il vero e unico demonio che la destra ama e teme). Continua a leggere

Massima entropia

Finalmente qualcuno ha parlato di entropia, riferendosi alla situazione politica attuale. Lo ha fatto Eugenio Scalfari in un suo fondo su Repubblica a metà settembre 2008, scrivendo del deplorevole stato del PD dopo la sconfitta elettorale di Veltroni.

Scalfari ha detto che l’entropia all’interno del PD ha raggiunto un livello allarmante. Come dargli torto? Ma non poteva esprimersi in altri termini? Non poteva semplicemente dire che la confusione e lo sbriciolamento interno sono preoccupanti? Non poteva accusare le varie personalità di mancata coesione e di poca convinzione politica? Non poteva accusare i leader storici di non voler fare un passo indietro, mettendo da parte odio e rancore reciproco? Continua a leggere

L’uguaglianza di fronte al Web

Senato - Dichiarazioni di voto Finanziaria 2008

“Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate dal primo comma”. 

Chiunque accetti “consapevolmente” il procacciamento di voti etcetera va in galera. Quindi chiunque venga accusato di tale crimine dirà senz’altro: “Non ne ero consapevole!” e verrà assolto. Continua a leggere

La rete non dimentica

In una polemica su Twitter sorta per una citazione ripescata da un discorso di Rodotà sul movimento di Grillo e che suona: “Il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente”, un aderente-dissidente del movimento 5Stelle aggiunge: “La rete non dimentica”. Continua a leggere

La regressione iconica

E’ vero che Spengler in quel suo libraccio sul tramonto dell’Occidente parla di segni di decadenza che si manifesteranno o si manifesterebbero in un accentuato formalismo e decorativismo (sembra di leggere Adolf Loos…) che invaderebbero il mondo delle arti -e un segno di questa tendenza ho pensato per lungo tempo di poterlo scorgere nel modo in cui gli allievi curano la scrittura (soprattutto di Smemoranda o altre agende scolastiche) coltivando tutti i possibili grafismi e ghirigori e impastandoli di feticci (il biglietto del cinema e via dicendo). Ma ripensandoci bene mi sembra più percorribile l’ipotesi di un ritorno all’iconicità che mi è venuto a mente guardando le foto dell’ultima manifestazione per Berlusconi a Pza del Popolo e ricollegandomi al fenomeno più vasto di questi ultimi cinque anni: facebook. Continua a leggere

L’offerta sacrificale del Cavaliere: il proprio corpo

avete presente un rospoQuando si dice “lavorare sul corpo”… Berlusconi non ha mai avuto paura del ridicolo, offrendo il proprio corpo alla Politica. Da questo punto di vista è risultato vincente perché “i suoi” hanno sempre apprezzato tutti quegli addobbi fisici che agli occhi di persone normali lo avrebbero dovuto rendere odiosamente ridicolo: dalle zeppe sotto i piedi, ai capelli riappiccicati e tinti, ai vari lifting associati a liposuzioni, al nascondere, sempre, accuratamente gli occhiali di lettura (simbolo inequivocabile di anzianità), al promuovere la sua immagine di personaggio inossidabile che resiste alle ingiurie del tempo grazie alle pozioni magiche del suo medico personale Umberto Scapagnini, in pace sia, Sindaco di Catania, che diceva : Continua a leggere

Cri-cri

ottobreUno sciame di grilli ha invaso il Parlamento. E’ un fatto sconvolgente: nello spazio riservato ai rappresentanti si sono inseriti, come un cuneo fra la Destra e la Sinistra, i rappresentati. I governanti vengono tenuti in scacco dai governati, i quali, oltre ad aver assediato il Parlamento, vi hanno fatto irruzione e lo tengono prigioniero. Nel film Ottobre di Eisenstein, la nave Aurora spara due colpi di cannone sul Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo e la folla armata fa irruzione nelle sacre stanze del potere, dove siedono in consiglio, raccolti intorno ad un tavolo, i ministri, o meglio, con efficace metafora cinematografica, i loro cappotti vuoti, privi dei corpi, come fossero delle larve. Continua a leggere

In nome della laicità

Il 27 settembre dell’anno in corso, l’anno di grazia 2006, l’agenzia Reuters diffonde alle 9,38 in primo piano la notizia che la signora Merkel, l’energica Mädchen della vecchia Germania orientale, ha criticato l’atto di autocensura che ha spinto un intendente teatrale a sospendere le rappresentazioni dell’Idomeneo di Mozart; l’ha definito “unerträglich” (inaccettabile) perché dettato dalla paura del terrorismo. Continua a leggere

Où volent les cigognes?

Gru

J’essaie de savoir pourquoi dans mes sejours berlinois je pense à Walter Benjamin et à son Passagen-Werk. C’est parce que je note peut-être à Berlin un effort de passage: la ville qui s’efforce de devenir capitale me rappelle l’effort de Benjamin de vivre à Paris en transperçant les murs des bâtiments.

C’est dans les deux cas l’effort de l’homme sorti des naufrages. Continua a leggere

Imago mundi

icona

Certo è travolgente lo spettacolo di una processione ortodossa, quando l’icona si solleva da terra e cammina. L’immagine, bidimensionale, così vicina alla scrittura, che ad un tratto mette le gambe e avanza. C’è qualcosa di miracoloso in tutto ciò. Mentre una statua che cammina sollevata fra le teste dei fedeli, non evoca l’idea del miracolo, semmai del trucco. Lo stesso può dirsi della statua che piange rispetto al dipinto che piange: la prima fa pensare ad un trucco, la seconda ad un miracolo. Continua a leggere

Materia e design

Peugeot-Design

Se cerchiamo di ridefinire un prodotto industriale  tralasciando in questa sede la sua trasformazione in merce, dobbiamo considerarlo esclusivamente dal lato del lavoro concreto, quindi del lavoro fisico che si applica alla materia in una precisa fase dello sviluppo tecnologico. Oggi il lavoro concreto ha conosciuto una pressoché totale trasmigrazione nelle macchine a controllo numerico, nei robot e via dicendo, che ne hanno eternizzato la forza, la duttilità e la durata, facendolo prescindere dalla forza fisica dell’operatore, dal suo umore, dagli alti e bassi del suo bioritmo. Continua a leggere

Biblia pauperum

Golosi

L’Europa cristiana ha conosciuto fino al Rinascimento una forma di scrittura che va sotto il nome di Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri, di coloro cioè che non sapevano/potevano/dovevano leggere direttamente la parola di Dio. La Chiesa cercò di ovviare a questo svantaggio/vantaggio in una maniera che oggi definiremmo arcaizzante o retrò. Invece di aprire al popolo scuole di alfabetizzazione, invece di ovviare alle difficoltà del latino avviando scuole di traduzione dei testi sacri nelle varie lingue moderne, preferì conservare il latino esperantizzandolo e per il popolo, che comunque sarebbe stato incapace di leggere anche un testo tradotto, perché non sapeva leggere tout court, inventò l’illustrazione, che però non è una vera e propria illustrazione, bensì una scrittura pittorica del Vecchio e del Nuovo Testamento sulle pareti della casa di Dio, usando talvolta l’affresco, talvolta il mosaico o la pittura sulle vetrate.

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Il corpo, il serial-killer, la politica

Il pedofilo e il serial-killer

Umberto Eco nell’ultima Bustina di Minerva del ’96 parla delle manifestazioni particolarmente importanti verificatesi a Bruxelles e a Genova contro la pedofilia e, argomentando un po’ a ritroso, cerca di individuarne il senso nel forte desiderio di solidarietà, nel ritornare insieme, fianco a fianco, per strada, nel farsi coraggio.

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Cinema e cibo

 Ci vorrebbero dei volumi, ordinati in serie per Paese o per genere, per descrivere il rapporto fra cinema e cibo. Ma servirebbe a poco un lavoro del genere, se mancasse alla base una qualche ipotesi iniziale, un’intuizione che ti è venuta guardando, per esempio, un film americano o francese –due tipi di cinema questi che vedono il cibo con occhio totalmente diverso. Continua a leggere

L’icona diventa simbolo

 Risultati immagini per Unhate Campaign 

Siamo giunti ad un punto cruciale nel culto dell’immagine: il punto in cui l’icona diventa simbolo.

La nostra epoca, il Novecento, si aprì con la scoperta della fotografia e del cinema, cioè dei mezzi di riproduzione dell’immagine iconica, la più fedele all’originale. Naturalmente la critica all’iconicità sviluppata in un primo momento da Umberto Eco, secondo cui mai sarebbe possibile render conto iconicamente della realtà viva, in quanto mutevole, resta vera al livello puramente speculativo, ma ai fini pratici del rapporto fra uomini non ha peso. Infatti anche una vecchia foto, per convenzione sociale, resta valida per anni e anni nella carta d’identità e nessuno si metterà mai ad indagare se la quantità di capelli che mi restano in capo sia la stessa di quella che appare in una mia foto scattata cinque anni prima. Con la tara del tempo che passa e dello spazio mutevole ogni riproduzione fotografica o cinematografica viene considerata iconica, cioè deputata a rappresentare fedelmente l’originale. Continua a leggere

Kabarett e anarchia del linguaggio: il caso tedesco

Lo spazio del cabaret

Ringel

Il canto del Simplicissimus
Mezzanotte è sonata. Stecchito
giace a letto il borghese da tempo.
Ecco, allora qual gentile invito
sta brillando l’insegna del Simpl
e mi attira con mani stregate,
che lo voglia o no, debbo recarmi
fra le mura di quadri affollate
dentro al Simpel a rifocillarmi.
Dove mutuo piacere si rende
la bohème che incontra l’artista
dove Kathi in silenzio bevande
di mortale veleno rimesta
dove il suono del mandolinetto
all’odore del Würstel si mischia
e si sentono i cori felici
che il pianista accompagna a rovescio,
dove mani di donne pittrici
ci ritraggono in schizzi a sghimbescio.
E se anche il locale è strapieno
avventore non fartene un cruccio
Kathi Kobus ti trova un cantuccio
e lo trova anche a venti come te.
La minestra di gnocchi delizia
chi seduto qui al Simpl s’illude
che sia il mondo di fuori un’inezia
finché gridan le guardie: “Si chiude!”
E se mai dirò addio a quel globus
sarà questo il mio ultimo addio:
“Ti protegga il buon Dio, Kathi Kobus!
Statti ben Simplicissimus mio!”
                                               Ringelnatz, 1909

“Mezzanotte è suonata”… Così si apre per Ringelnatz lo spazio del cabaret. Uno spazio fisico e mentale, politico e morale, culturale e vitale. E’ uno spazio concesso dalla società a speciali individui e dall’individuo al suo speciale se stesso che a mezzanotte si mette in movimento e,  “che lo voglia o no”,  si dirige verso un angolo fiocamente illuminato della città addormentata, verso un recesso proibito della sua anima. Continua a leggere