Reggiani: l’efficacia del frammento  

Reggiani

 Mandà insegue il magnaccia criminale e amico, allo stesso tempo, della Polizia. Questo si rifugia in una caserma dove tranquilli poliziotti conversano seduti al bancone, e le loro armi stanno appese alla parete. Mandà ci si accosta con calma e determinazione ed estrae dal fodero di un cinturone una pistola d’ordinanza. Si accinge a fare quello che la Polizia avrebbe dovuto fare da tempo. Insegue il magnaccia fin dentro il cortile dove si è rifugiato e in un angolo sta tremando. E’ senza scampo. Continua a leggere

Il volto di Cristo

8 Lotto - Polittico di San Domenico da RecanatiPartendo dall’ osservazione che Flavio Caroli fa nel suo libro “Il volto di Cristo” a proposito del dipinto di Lorenzo Lotto che rappresenta la Pietà nel Polittico di San Domenico a Recanati, vengono alla mente alcune osservazioni che oltrepassano i limiti della critica d’arte.

Il modo in cui il corpo di Cristo viene toccato da tre mani differenti apre uno scenario teologico fondato sull’eros e sulla carne, infatti i gesti delle tre mani sono tutti caratterizzati da un forte erotismo, un erotismo che “si articola”, prende forme e strade diverse intorno ad un corpo che grazie a questa presenza erotica non sembra morto, ma addormentato. Continua a leggere

Paul Newman, l’eros vergine

Quintet

Non era l’eroe del distacco, l’eroe dell’addio che travolge tanti cuori di ragazze e li lascia sul margine della carreggiata per proseguire oltre. Paul Newman era l’eroe della distanza, era il felino che non si lascia avvicinare, e tanto più chiaro appare nel film “La gatta sul tetto che scotta”, dove Liz Taylor, invece, è la gatta delle carezze e degli strusciamenti. Lei si accosta quasi indifferente, in sottoveste, dicendogli che il vecchio suo padre prova una grande ammirazione per la bellezza della nuora, al che lui reagisce con schifo e lei, di rimando: “Col tempo stai diventando sempre più bacchettone”. Sembrava un profezia: col tempo si allungò sul personaggio di Paul Newman un’ombra di moralismo, un’ombra fredda che ce lo rende ancora più prezioso nella sua icona erotica, inaccostabile. Continua a leggere

Le vite degli altri

martina

La traduzione italiana è più bella e più pregnante dell’originale titolo tedesco (Das Leben der anderen, La vita degli altri) in quanto, mentre la parola Leben (vita) in Tedesco non ha plurale (secondo una tradizione romantica, per cui il concetto di vita è singolare e generico) in italiano le vite indicano gl’individuali percorsi di vita che una spia, ad esempio, dovrebbe saper percorrere e controllare in casa altrui. Continua a leggere

La regressione iconica

E’ vero che Spengler in quel suo libraccio sul tramonto dell’Occidente parla di segni di decadenza che si manifesteranno o si manifesterebbero in un accentuato formalismo e decorativismo (sembra di leggere Adolf Loos…) che invaderebbero il mondo delle arti -e un segno di questa tendenza ho pensato per lungo tempo di poterlo scorgere nel modo in cui gli allievi curano la scrittura (soprattutto di Smemoranda o altre agende scolastiche) coltivando tutti i possibili grafismi e ghirigori e impastandoli di feticci (il biglietto del cinema e via dicendo). Ma ripensandoci bene mi sembra più percorribile l’ipotesi di un ritorno all’iconicità che mi è venuto a mente guardando le foto dell’ultima manifestazione per Berlusconi a Pza del Popolo e ricollegandomi al fenomeno più vasto di questi ultimi cinque anni: facebook. Continua a leggere

In nome della laicità

Il 27 settembre dell’anno in corso, l’anno di grazia 2006, l’agenzia Reuters diffonde alle 9,38 in primo piano la notizia che la signora Merkel, l’energica Mädchen della vecchia Germania orientale, ha criticato l’atto di autocensura che ha spinto un intendente teatrale a sospendere le rappresentazioni dell’Idomeneo di Mozart; l’ha definito “unerträglich” (inaccettabile) perché dettato dalla paura del terrorismo. Continua a leggere

Où volent les cigognes?

Gru

J’essaie de savoir pourquoi dans mes sejours berlinois je pense à Walter Benjamin et à son Passagen-Werk. C’est parce que je note peut-être à Berlin un effort de passage: la ville qui s’efforce de devenir capitale me rappelle l’effort de Benjamin de vivre à Paris en transperçant les murs des bâtiments.

C’est dans les deux cas l’effort de l’homme sorti des naufrages. Continua a leggere

Imago mundi

icona

Certo è travolgente lo spettacolo di una processione ortodossa, quando l’icona si solleva da terra e cammina. L’immagine, bidimensionale, così vicina alla scrittura, che ad un tratto mette le gambe e avanza. C’è qualcosa di miracoloso in tutto ciò. Mentre una statua che cammina sollevata fra le teste dei fedeli, non evoca l’idea del miracolo, semmai del trucco. Lo stesso può dirsi della statua che piange rispetto al dipinto che piange: la prima fa pensare ad un trucco, la seconda ad un miracolo. Continua a leggere

Estetica e percorribilità di Firenze

Cupola

Se si osserva il tamburo su cui poggia la cupola del Brunelleschi, si nota che un lato dell’esagono è coperto da un camminamento, mentre gli altri sono rimasti grezzi. Brunelleschi aveva lasciato la cupola “sbucciata” poggiante sul non-finito. Dopo di lui Baccio d’Agnolo aveva iniziato a costruire quella loggetta che Michelangelo, allora sovrintendente ai monumenti, si affrettò subito a bloccare, chiamandola “quella gabbia dei grilli”. Lui aveva una predilezione per il non-finito e lo affascinava l’idea che quel cielo di cotto perfettamente cesellato poggiasse sull’arenaria disadorna, così come i suoi prigioni sgorgano dal marmo grezzo. Continua a leggere

Materia e design

Peugeot-Design

Se cerchiamo di ridefinire un prodotto industriale  tralasciando in questa sede la sua trasformazione in merce, dobbiamo considerarlo esclusivamente dal lato del lavoro concreto, quindi del lavoro fisico che si applica alla materia in una precisa fase dello sviluppo tecnologico. Oggi il lavoro concreto ha conosciuto una pressoché totale trasmigrazione nelle macchine a controllo numerico, nei robot e via dicendo, che ne hanno eternizzato la forza, la duttilità e la durata, facendolo prescindere dalla forza fisica dell’operatore, dal suo umore, dagli alti e bassi del suo bioritmo. Continua a leggere

Biblia pauperum

Golosi

L’Europa cristiana ha conosciuto fino al Rinascimento una forma di scrittura che va sotto il nome di Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri, di coloro cioè che non sapevano/potevano/dovevano leggere direttamente la parola di Dio. La Chiesa cercò di ovviare a questo svantaggio/vantaggio in una maniera che oggi definiremmo arcaizzante o retrò. Invece di aprire al popolo scuole di alfabetizzazione, invece di ovviare alle difficoltà del latino avviando scuole di traduzione dei testi sacri nelle varie lingue moderne, preferì conservare il latino esperantizzandolo e per il popolo, che comunque sarebbe stato incapace di leggere anche un testo tradotto, perché non sapeva leggere tout court, inventò l’illustrazione, che però non è una vera e propria illustrazione, bensì una scrittura pittorica del Vecchio e del Nuovo Testamento sulle pareti della casa di Dio, usando talvolta l’affresco, talvolta il mosaico o la pittura sulle vetrate.

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