Stavano andando tutti al cinema…

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Stavano andando tutti al cinema – al Paramount, all’Astor, allo Strand, al Capitol o in un’altra di quelle gabbie di matti. Erano tutti in ghingheri perché era domenica e questo peggiorava le cose. Ma il peggio era che si capiva benissimo che volevano andare al cinema. Non ce la facevo a guardarli. Posso capire che uno vada al cinema perché non ha nient’altro da fare, ma quando uno vuole proprio andarci e si affretta perfino per arrivare prima, questo mi riduce proprio a terra. Specie se vedo milioni di persone impalate in una di quelle tremende file lunghe quanto tutto l’isolato, che aspettano con una pazienza atroce di trovar posto e via discorrendo.

(Salinger, Il giovane Holden) Continua a leggere

Le vite degli altri

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La traduzione italiana è più bella e più pregnante dell’originale titolo tedesco (Das Leben der anderen, La vita degli altri) in quanto, mentre la parola Leben (vita) in Tedesco non ha plurale (secondo una tradizione romantica, per cui il concetto di vita è singolare e generico) in italiano le vite indicano gl’individuali percorsi di vita che una spia, ad esempio, dovrebbe saper percorrere e controllare in casa altrui. Continua a leggere

Le ragioni del narrare

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Ormai da qualche decennio assistiamo a narrazioni filmiche di avvenimenti storici  tanto recenti, che sono alla portata della memoria di ciascuno di noi. E ci stupiamo di uscire dal cinema un po’ contrariati, anche se normalmente quelle narrazioni si presentano come documentate e molto disponibili alla comprensione delle motivazioni errate che hanno condotto i protagonisti di allora a certi gesti insensati, che volevano essere gesta e non lo furono. Continua a leggere

“Il caimano” non è liberatore

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Chi s’infilasse in un cinema convinto che Il caimano di Moretti lo sollevi, lo liberi, lo guarisca in qualche modo dal morbo berluscoide da cui tutti gl’italiani più o meno sono afflitti, chi si aspettasse da questa pellicola una sorta di viatico preelettorale, un conforto, uno stimolo, una speranza, si sbaglierebbe di grosso.

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Una bella faccia da comunista!

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Sgarbi a Grosseto sbaracca impietosamente i tentativi di abbellimento della città perseguiti con paziente acribia dall’attuale amministrazione di una destra rampante. Occasione ultima che ha indotto Sgarbi ad intervenire sullo stato dell’Arte in questa città è stato il progetto di un arco-portale all’ingresso della medesima, uno scempio evitato a furia di sondaggi popolari (il vero e unico demonio che la destra ama e teme). Continua a leggere

L’amante inglese

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Ma cosa c’entri l’amante inglese come titolo non si capisce per tutto il corso del film. In effetti l’originale Partir significa la separazione da qualcosa, da qualcuno. E’ quello che capita a lei, Kristin Scott Thomas, la splendida protagonista quarantanovenne con un piglio interpretativo degno di una Julianne Moore. Capita più a lei che a lui, Sergi Lopez, ottimo maschio orsacchiotto, questa avventura sentimentale dalla quale il protagonista maschile sembra pronto a ritirarsi in ogni momento a causa di tutte le difficoltà e di tutti gli ostacoli “borghesi” che insorgono insistentemente nel corso di tutta la storia. Continua a leggere